La storia della Softel Engineering di Lendinara raccontata dal titolare Adriano Raimondi.La Provincia di Rovigo viene troppo spesso identificata come zona prettamente rurale, dedita all’agricoltura. Non si deve dimenticare che parallelamente al settore primario, esiste una realtà importante fatta di piccole e medie realtà industriali e artigiane, che spesso sorprendono per la loro dinamicità e capacità di adattarsi al mercato.
Vale la pena scoprire e conoscere queste realtĂ imprenditoriali che molto hanno da raccontare, trasmettere e insegnare a coloro che in un futuro prenderanno il loro posto nel mondo imprenditoriale.
Ecco la storia imprenditoriale di Adriano Raimondi, titolare della Softel Engineering di Lendinara. Storia fatta di grandi idee, impegno ma soprattutto di grande passione.
D – Signor Raimondi, come è nata la Sua azienda?
R – Inizio 52 anni fa, da ragazzo, come apprendista elettricista per decidere, dopo alcuni anni, di avviare una attivitĂ in proprio, molto piccola, specializzata nella realizzazione e installazione di impianti elettrici e di sicurezza. Due esperienze che mi hanno permesso di crescere e imparare, spingendomi a costituire nell’87 con l’ingresso di tecnici, tra i quali Carlo Zanetti, la Softel Engineering S.r.l., che oggi si occupa di progettazione e realizzazione di macchinari computerizzati con software di programmazione Plc.
Naturalmente all’inizio eravamo molto piccoli, poche persone ma con grande entusiasmo.
Ritengo, senza falsa modestia, che l’intuito ci abbia premiato: avevamo capito che i sistemi automatizzati applicabili ai macchinari potessero essere davvero molto importanti. E per quegli anni era davvero guardare al futuro…. E così ci
siamo messi al lavoro.
D – Quando sono arrivati i primi successi da imprenditore?
R – I primi successi sono arrivati dopo poco tempo: importanti lavori in Africa, dove ho trascorso parecchi anni per realizzare commesse importanti. La Libia, in particolare, mi ha offerto la possibilitĂ di progettare e realizzare i primi impianti di frantumazione della roccia estratta dal deserto della Sirte, oltre alla realizzazione di impianti logistici e tecnologici nella nuova capitale libica: Sirte.
La svolta per la Società è stata verso la fine degli anni ’80 quando ha fatto il suo ingresso nella nostra attività l’elettronica. Il balzo tecnologico nella sensoristica, costruita e concepita sui sistemi informatizzati, ci ha permesso di operare con sensori intelligenti, non più meccanici, ma analogici o digitali, consentendo maggiori applicazioni su impianti e quadri di comando che andiamo oggi a progettare e a realizzare.
D – La crescita è stata improvvisa o è arrivata un po’ alla volta ?
R -Negli anni siamo cresciuti gradualmente, con costanza. Attualmente la nostra Società opera in due rami diversi. Il primo è relativo alla sicurezza, sorveglianza e impiantistica, con periodica manutenzione, di Istituti Bancari; lo facciamo da sempre iniziando con l’installazione dei primi impianti che negli anni sono divenuti sempre più sofisticati. Il
secondo è la progettazione e la realizzazione di automazione e impianti di sistemi con la relativa assistenza e manutenzione. Si tratta di realizzare impianti, chiavi in mano, per clienti che spesso ci contattano con in mano solo l’idea, da sviluppare, progettare e realizzare. E’ la parte più complessa e delicata quella di comprendere l’esigenza dei clienti e tradurla in progetti. Noi ci occupiamo della parte software da applicare a parti meccaniche che il più delle volte devono essere ancora realizzate da terzi a noi associati, ai quali spesso i nostri tecnici forniscono ogni indicazione utile alla loro progettazione. Si tratta di co-progettazione e co-realizzazione quindi.
D – Progetti attuali e futuri?
R- Possiamo essere fieri di quanto fatto e quanto ancora stiamo realizzando.
Progetti futuri ci vedono impegnati in Cile dove realizzeremo un impianto per il riciclaggio dei copertoni di grandi macchine speciali. A 2.500 metri di altezza, nei pressi della miniera a cielo aperto di rame più grande al mondo, si automatizzerà un impianto speciale, lungo almeno 50 metri e dal costo di oltre due milioni di euro, che consentirà di “disgregare” migliaia di copertoni dismessi ricavando acciaio e granulo utilizzabile in diversi settori, tra cui l’edilizia e il settore degli asfalti. Appena in funzione saremo orgogliosi di contribuire ad una attività di smaltimento e riciclo di rifiuti che altrimenti sarebbero destinati ad accatastarsi all’infinito.
In Italia invece, grandi e piccoli lavori: per “giocare in casa”, ovvero a Lendinara, posso citare alcune opere a me molto
care: l’installazione dell’impianto di parafulmine del Campanile del Duomo di Santa Sofia, oltre a tutto l’impianto di illuminazione. Ancora oggi ci si “arrampica in cima”, se si può dire così, per la manutenzione…
E il progetto ed automazione degli impianti tecnologici con software da noi espressamente sviluppato presso il Teatro Ballarin di Lendinara.
Non esagero se dico che ancora oggi qualche anziano del paese mi chiama personalmente per sostituirgli una lampadina in casa, come un tempo.… se non è fiducia e riconoscimento questo…!
E ancora in Sardegna, presso la miniera di carbone del Sulcis: un grande lavoro di studio e progettazione ha permesso di automatizzare completamente l’impianto, grazie all’installazione, a 500 metri sotto terra, di qualche migliaia di metri di cavo e di fibre ottiche che automatizzano il sistema di estrazione e stoccaggio del materiale.
D – Un bilancio piĂą che positivo di oltre trent’anni da Imprenditore. Quale è il Vostro punto di forza?
R – Il nostro punto di forza: la conoscenza. Si acquisisce negli anni, con sacrificio ed esperienza sul campo. Una fattore indispensabile il know-how che non si acquista nĂ© si vende…. Oggi mi sento di dire ai giovani che hanno la possibilitĂ di conseguire una laurea, di non “fuggire” dal nostro bel Paese ma di rimanere e contribuire allo sviluppo del territorio mettendo a frutto quanto appreso sui banchi di scuola ma ancora di piĂą di mettersi a disposizione di quanti, come me (e tanti ce ne sono) hanno voglia di trasferire, condividere e fare crescere giovani leve di oggi che sognano un vita da imprenditore.






